Bias nelle decisioni
Stesso curriculum. Con un nome maschile, sembrava più competente.
Il dato
In un esperimento, 127 docenti universitari di materie scientifiche hanno valutato la stessa candidatura, attribuita a volte a un uomo e a volte a una donna. Il candidato uomo è stato giudicato più competente e più assumibile, ha ricevuto proposte di stipendio più alte e più offerte di affiancamento. Il risultato non cambiava a seconda del genere di chi valutava (Moss-Racusin et al., 2012).
Perché succede
Gli stereotipi lavorano in fretta e senza chiedere permesso. E li riconosciamo meglio negli altri che in noi stessi: le persone si giudicano meno influenzate dai bias rispetto a chi le circonda (Pronin, Lin e Ross, 2002).
I segnali più comuni
- "Cerchiamo qualcuno che si integri bene nel team."
- Promozioni e progetti importanti vanno sempre agli stessi profili.
- Le decisioni più delicate si prendono a istinto, senza criteri scritti.
- L'idea viene ricordata in base a chi l'ha detta.
Cosa funziona
- Vederlo, non sentirselo spiegare. Un bias raccontato in aula sembra riguardare sempre qualcun altro. Quando lo si scopre nelle proprie scelte, non si può più ignorarlo.
- Strumenti per il giorno dopo. Criteri definiti prima di decidere, domande da farsi prima di valutare una persona, più punti di vista.
Come interveniamo
Dove decidono i bias, nella vostra organizzazione? Cominciamo da qui.
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