Sei persone gay e bisessuali su dieci, al lavoro, non parlano della propria vita privata.
Il dato
In un'indagine Istat-UNAR del 2022, il 61,2% delle persone omosessuali e bisessuali occupate o ex-occupate ha dichiarato di aver evitato di parlare della propria vita privata al lavoro per tenere nascosto l'orientamento sessuale. Circa otto su dieci hanno vissuto almeno una micro-aggressione legata all'orientamento.
Il campione è autoselezionato online e non rappresentativo di tutta la popolazione.
Perché conta per la performance
Nascondere una parte di sé richiede un lavoro continuo: controllare cosa si dice, a chi, quando (Pachankis, 2007). Sono energie che non vanno nel lavoro, nelle idee, nel dissenso utile.
I segnali più comuni
- "Da noi non c'è nessun problema, nessuno ne ha mai parlato."
- Le battute "innocue" passano senza che nessuno intervenga.
- Si dà per scontato che i partner siano di sesso opposto.
- Le iniziative arrivano a giugno e spariscono a luglio.
Cosa funziona
Dichiararsi alleati non basta: bisogna sapere cosa fare nel momento in cui serve. Contano i comportamenti quotidiani di colleghi e manager più delle policy appese in bacheca.
Come interveniamo
Quanto si parla davvero, nei vostri team? Cominciamo da qui.
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