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Formazione esperienziale

La formazione obbligatoria parte con uno svantaggio.

Molti percorsi aziendali sono obbligatori: normativi, di aggiornamento, legati a programmi che devono raggiungere tutti.

È una scelta comprensibile. Ha un costo che conviene conoscere.

Il dato

Una meta-analisi sulla motivazione alla formazione ha esaminato cosa prevede l'apprendimento e il trasferimento. Tra i fattori emersi c'è la motivazione ad apprendere, a sua volta legata alla percezione di utilità del percorso e al fatto che la partecipazione sia scelta o imposta (Colquitt, LePine e Noe, 2000).

Non significa che un percorso obbligatorio non funzioni. Significa che parte da una condizione meno favorevole, e che quella condizione va compensata nel disegno.

Cosa si può fare, anche restando obbligatori

Spiegare il perché, in modo credibile. Non "è previsto dalla normativa", ma il problema concreto a cui serve. Una spiegazione onesta cambia il punto di partenza dell'aula.

Lasciare scelte dentro il percorso. Anche se la partecipazione non è facoltativa, molto può esserlo: quale caso affrontare, in quale gruppo lavorare, su cosa concentrarsi. La percezione di controllo incide su quanto le persone si impegnano.

Rendere l'utilità immediata. Se una persona esce con qualcosa che le serve lunedì, la questione dell'obbligatorietà passa in secondo piano.

Non sprecare il tempo. In un percorso obbligatorio la tolleranza verso i momenti inutili è bassissima. Ogni minuto non giustificato conferma che si tratta di un adempimento.

L'errore più comune

Fingere che sia facoltativo. Le persone sanno di essere lì perché devono, e un'apertura entusiasta che ignora il dato crea una distanza immediata.

Nominare la cosa e passare oltre costa meno: sappiamo tutti perché siete qui, vediamo di uscirne con qualcosa di utile.

La domanda da porsi prima

Questo percorso deve raggiungere tutti, o deve cambiare un comportamento?

Se deve fare entrambe le cose, spesso conviene distinguere: un momento essenziale per tutti, che assolve l'obbligo, e un lavoro più intenso con chi quel comportamento deve davvero praticarlo.

Volete un percorso obbligatorio che le persone non subiscano?

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Fonti
  • Colquitt, J. A., LePine, J. A., & Noe, R. A. (2000). Toward an integrative theory of training motivation: A meta-analytic path analysis of 20 years of research. Journal of Applied Psychology, 85(5), 678–707.