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Formazione esperienziale

La competizione funziona, finché non si rivolta contro.

Una classifica proiettata a metà giornata cambia il ritmo di un'aula. Le persone si siedono più avanti, i gruppi si parlano di più, l'attenzione sale.

È un effetto reale. Ha anche un rovescio preciso.

Cosa dice la ricerca

Una meta-analisi classica sugli obiettivi di gruppo ha confrontato strutture cooperative, competitive e individuali. Le strutture cooperative risultavano associate a risultati migliori rispetto a quelle competitive e individuali su diversi esiti, inclusa la prestazione (Johnson e Johnson, 1989).

Un altro filone di ricerca mostra che i premi tangibili attesi possono ridurre la motivazione intrinseca quando l'attività era già interessante di per sé (Deci, Koestner e Ryan, 1999).

Il quadro, quindi, non è che la competizione non funzioni. È che funziona in modo selettivo.

Dove aiuta

Quando il compito è chiaro, il risultato misurabile, e la posta in gioco bassa. Un quiz a squadre su contenuti tecnici, una sfida a tempo su un caso pratico: la classifica dà ritmo e non tocca l'identità di nessuno.

Aiuta anche quando la competizione è tra squadre e non tra persone: l'effetto sull'energia resta, la pressione sul singolo si riduce.

Dove si rivolta contro

Sui temi in cui l'obiettivo dell'esperienza è che le persone si espongano.

Se si sta lavorando su feedback, errori, conflitti o pregiudizi, una classifica trasmette un messaggio contraddittorio: il gruppo dovrebbe sentirsi libero di sbagliare, e contemporaneamente sta gareggiando.

In quel contesto, chi non è sicuro della risposta tace. Che è esattamente ciò che l'esperienza dovrebbe evitare.

Il punto delicato

C'è poi una differenza tra una classifica dentro l'aula e una che esce dall'aula.

Un punteggio visibile ai responsabili, o archiviato, cambia natura: non è più un gioco, è una valutazione. E le persone rispondono di conseguenza, scegliendo la prudenza.

La regola pratica

Competizione dove il contenuto è tecnico e il rischio personale è basso. Cooperazione dove serve che qualcuno dica "questo non l'ho capito" o "qui ho sbagliato io".

Nell'ultima attività a punti che avete visto, chi ha smesso di provare dopo la prima classifica?

Volete un'esperienza calibrata sul tema, non su un formato standard?

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Fonti
  • Deci, E. L., Koestner, R., & Ryan, R. M. (1999). A meta-analytic review of experiments examining the effects of extrinsic rewards on intrinsic motivation. Psychological Bulletin, 125(6), 627–668.
  • Johnson, D. W., & Johnson, R. T. (1989). Cooperation and Competition: Theory and Research. Interaction Book Company.