Salta al contenuto
Prenota una consulenza gratuita
Formazione esperienziale

Il costo di una formazione non è quello che pagate al fornitore.

Quando si confrontano due proposte formative, l'attenzione va al preventivo. È la cifra visibile, quella che va approvata, quella su cui si negozia.

È quasi sempre la voce minore.

Il conto completo

Una giornata di formazione per 30 persone significa 30 giornate di lavoro sottratte all'attività ordinaria. A cui si aggiungono il tempo di chi organizza, gli spostamenti, e il lavoro che si accumula e va recuperato.

Confrontando questo totale con il costo del fornitore, la proporzione si ribalta: il grosso dell'investimento è tempo interno, non fattura.

Perché questo cambia la domanda

Se la voce principale è il tempo delle persone, la domanda "quanto costa?" diventa meno importante di "cosa otteniamo da quel tempo?".

Una proposta che costa il 30% in meno e produce metà dell'effetto è più cara, non più economica. Perché il tempo delle persone è stato speso ugualmente.

Le domande che pesano di più

  • Quante persone sono davvero attive, e per quanto tempo? In una sala da 50, se una parte consistente del tempo è presentazione frontale, si stanno pagando 50 presenze per un'attività che ne coinvolge poche.
  • Cosa portano a casa di utilizzabile lunedì? Non concetti: qualcosa di concreto da fare.
  • Il percorso prevede un ritorno? Un secondo momento in cui si verifica cosa è successo vale più di una giornata più lunga.
  • Chi altro deve essere coinvolto perché funzioni? Se i manager non sono nel disegno, una parte dell'effetto si perde dopo.

Il paragone che aiuta

Non "questa proposta costa più dell'altra", ma: su questo tempo di persone che spendiamo comunque, quale delle due lo rende più utile?

È la stessa domanda che farebbe un direttore finanziario su qualsiasi altro investimento. E rende molto più semplice difendere la scelta.

Volete confrontare le proposte sul valore, non solo sul prezzo?

Prenota una consulenza gratuita