Chi parla è sicuro di essere stato chiaro. Chi ascolta, molto meno.
"Gliel'ho detto." È la frase che chiude molte discussioni su un lavoro andato storto.
Di solito è vera. E di solito non è il punto.
Il dato
Una serie di esperimenti ha mostrato che le persone tendono a sopravvalutare quanto i propri stati interni, intenzioni ed emozioni siano evidenti agli altri. È il fenomeno chiamato illusione di trasparenza (Gilovich, Savitsky e Medvec, 1998).
In un altro filone di ricerca, a chi parlava è stato chiesto di stimare quanto i propri messaggi ambigui fossero stati compresi. Le stime erano sistematicamente più alte della comprensione effettiva (Keysar e Henly, 2002).
Chi parla, insomma, ha già in testa il significato completo. E fatica a immaginare che l'altro non lo abbia.
Dove si vede al lavoro
- Nelle deleghe. Il responsabile ha in mente il risultato atteso e lo descrive per accenni. Chi riceve il compito riempie i vuoti a modo suo.
- Nei feedback indiretti. Un'osservazione detta con delicatezza per non ferire arriva come un commento neutro, e non cambia nulla.
- Nelle priorità. "Questo è urgente" non dice cosa succede alle altre tre cose urgenti già in corso.
- Nelle riunioni. Chi tace viene letto come d'accordo.
Cosa riduce il rischio
Il rimedio più efficace è anche il più semplice, e il meno usato: far riformulare.
Non "è chiaro?", che produce quasi sempre un sì. Ma "come lo imposteresti?", che rende visibile ciò che l'altra persona ha effettivamente capito.
Vale anche al contrario: chi riceve un'istruzione ambigua può restituire la propria lettura prima di cominciare. Costa un minuto e previene giorni di lavoro nella direzione sbagliata.
Nell'ultima delega che avete dato, avete sentito la versione dell'altra persona?
Volete allenare comunicazioni che arrivano davvero?
Prenota una consulenza gratuita- Gilovich, T., Savitsky, K., & Medvec, V. H. (1998). The illusion of transparency. Journal of Personality and Social Psychology, 75(2), 332–346.
- Keysar, B., & Henly, A. S. (2002). Speakers' overestimation of their effectiveness. Psychological Science, 13(3), 207–212.