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Formazione esperienziale

Sbagliare in aula conviene.

La formazione tradizionale è costruita per evitare gli errori. Si spiega il metodo corretto, si mostra l'esempio giusto, si guida la persona passo per passo fino alla risposta esatta.

C'è un approccio diverso, e la ricerca lo sostiene: lasciare che gli errori accadano, e usarli.

Il dato

Una meta-analisi ha confrontato la formazione basata sulla gestione dell'errore, in cui le persone affrontano compiti che generano errori e vengono incoraggiate a usarli per capire, con i metodi che invece li prevengono.

Il risultato: chi impara con l'errore ottiene prestazioni migliori, e il vantaggio è maggiore proprio nei compiti diversi da quelli esercitati in aula (Keith e Frese, 2008).

Perché funziona meglio dove serve di più

Il dato più utile per chi compra formazione è proprio quest'ultimo.

Un metodo che evita gli errori insegna bene a ripetere una procedura conosciuta. Ma il lavoro reale è pieno di situazioni che non coincidono con l'esercizio fatto in aula.

Chi ha imparato affrontando errori ha sviluppato qualcosa di più trasferibile: la capacità di capire cosa sta succedendo quando le cose non vanno come previsto.

Cosa richiede

Un'aula in cui si sbaglia funziona a una condizione: che sbagliare non sia percepito come un rischio.

Se le persone temono il giudizio dei colleghi o del responsabile presente in sala, eviteranno di esporsi. Sceglieranno la risposta sicura, e l'esercizio perderà il suo valore.

Per questo il modo in cui l'errore viene accolto, dal formatore e dal gruppo, conta quanto l'esercizio stesso.

La domanda per chi progetta

Nella formazione che state valutando, le persone eseguono un metodo corretto o affrontano situazioni in cui possono sbagliare?

La prima produce sicurezza in aula. La seconda produce competenza fuori.

Volete una formazione che alleni anche l'imprevisto?

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Fonti
  • Keith, N., & Frese, M. (2008). Effectiveness of error management training: A meta-analysis. Journal of Applied Psychology, 93(1), 59–69.