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Emozioni e cambiamento

Si ricorda ciò che si è provato.

Chiedendo a qualcuno cosa ricorda di una formazione fatta un anno prima, raramente arriva un contenuto. Arriva un momento: una scena, una discussione accesa, qualcosa che ha detto qualcuno.

Non è un caso.

Il dato

La ricerca sulla memoria ha documentato che gli eventi con una componente emotiva vengono ricordati meglio di quelli neutri. Studi sperimentali hanno mostrato che materiale emotivamente attivante viene ricordato con maggiore accuratezza a distanza di tempo rispetto a materiale neutro equivalente (Cahill e McGaugh, 1998).

Il meccanismo proposto coinvolge sistemi di modulazione della memoria attivati dall'attivazione emotiva: l'organismo, in sostanza, dà priorità a ciò che è rilevante.

Cosa significa per la formazione

Che un contenuto presentato in modo neutro compete con tutto ciò che quella persona ha vissuto nella stessa settimana.

E che un'esperienza in cui qualcuno ha dovuto decidere qualcosa, sbagliare davanti ad altri, sostenere una posizione scomoda, ha una possibilità diversa di essere ancora disponibile mesi dopo.

Un'avvertenza

Non tutta l'attivazione emotiva aiuta.

La stessa letteratura mostra che un'attivazione troppo intensa può interferire con l'apprendimento, e che l'emozione può rendere più vivido il ricordo del nucleo dell'evento a scapito dei dettagli periferici.

Tradotto: un'esperienza che genera troppa tensione produce un ricordo forte dell'episodio e poco del contenuto.

È la differenza tra un'attività che le persone ricordano come "quella volta che è successa quella cosa" e una che ha lasciato qualcosa di utilizzabile.

Cosa tiene insieme le due cose

Il momento di discussione dopo.

L'esperienza crea il ricordo; la discussione gli dà una forma utilizzabile. Senza, resta un episodio memorabile e muto.

È anche il motivo per cui il debriefing non è il riempitivo finale di una giornata: è il passaggio in cui l'emozione diventa apprendimento.

Come si riconosce una progettazione seria

Da come è distribuito il tempo.

Un'agenda in cui l'attività occupa quasi tutto e la discussione ha venti minuti finali sta puntando sull'effetto. Un'agenda che lascia spazio dopo ogni momento intenso sta puntando su quello che resta.

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Fonti
  • Cahill, L., & McGaugh, J. L. (1998). Mechanisms of emotional arousal and lasting declarative memory. Trends in Neurosciences, 21(7), 294–299.