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Parità di genere

"È brava, ma un po' aggressiva."

Nelle valutazioni compaiono spesso osservazioni di questo tipo. Sembrano descrizioni neutre di uno stile personale.

La ricerca suggerisce che non lo siano sempre.

Il dato

Una serie di studi sperimentali ha mostrato un meccanismo chiamato backlash effect: le donne che mettono in atto comportamenti percepiti come tipicamente maschili, per esempio l'assertività o l'autopromozione, vengono valutate come competenti ma meno gradevoli, e questo si riflette negativamente sulle raccomandazioni di assunzione (Rudman e Glick, 2001).

Lo stesso comportamento, in persone diverse, produce quindi letture diverse: determinazione in un caso, durezza nell'altro.

Ricerche più recenti hanno osservato che nei riscontri scritti sulle prestazioni compaiono con maggiore frequenza, per le donne, commenti su tratti di personalità e sullo stile relazionale rispetto a osservazioni su risultati e competenze tecniche.

Perché è difficile da vedere

Perché ogni singolo commento sembra ragionevole. Il problema emerge solo guardando l'insieme: cosa viene scritto, a chi, e con quale frequenza.

Cosa aiuta

  • Guardare i riscontri in aggregato. Prendere le valutazioni scritte di un anno e osservare quali parole ricorrono per quali gruppi. È un'analisi semplice e spesso rivelatrice.
  • Chiedere l'esempio. Dietro un aggettivo deve esserci un comportamento osservabile, in una situazione precisa. "Aggressiva" non è un dato; "ha interrotto tre volte durante la presentazione" lo è.
  • Valutare rispetto a criteri, non rispetto a un'aspettativa di stile. La domanda è se il comportamento ha prodotto il risultato, non se somiglia a come lo farebbe chi valuta.
  • Distinguere impatto e simpatia. Sono due informazioni diverse, e mescolarle produce giudizi confusi.

Nelle vostre valutazioni scritte, quanto spazio occupano i risultati e quanto lo stile?

Volete analizzare come sono scritte le vostre valutazioni?

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Fonti
  • Rudman, L. A., & Glick, P. (2001). Prescriptive gender stereotypes and backlash toward agentic women. Journal of Social Issues, 57(4), 743–762.