"Come lo fareste voi?"
Ho lavorato con un leader convinto di avere standard alti.
Li aveva davvero. Arrivava prima di tutti, consegnava sempre in tempo, non lasciava nulla al caso. Pretendeva lo stesso dal suo team. E quando le cose non andavano come si aspettava, interveniva. Correggeva. Ridefiniva. Spiegava come avrebbe fatto lui.
Era convinto di alzare il livello.
Poi abbiamo messo a confronto come lui descriveva il proprio modo di guidare e come lo descriveva il suo team.
La distanza era ampia. Soprattutto su un punto: la capacità di valorizzare approcci diversi dal suo.
La prima reazione è stata difensiva.
"Ma io do sempre feedback. Sono sempre disponibile. Non mi risparmio mai."
Tutto vero. Il problema non era la disponibilità. Era che il suo feedback correggeva sempre verso un unico standard: il suo. Che la sua disponibilità consisteva nello spiegare come avrebbe fatto lui. Che i suoi interventi, per quanto ben intenzionati, mandavano al team un messaggio preciso: il tuo modo non basta, fallo come me.
Le persone avevano smesso di proporre. Eseguivano.
Non per mancanza di competenza. Per mancanza di spazio.
Quando ha colto la differenza tra tenere gli standard alti sul risultato e pretendere conformità sul metodo, qualcosa ha cominciato a cambiare.
Non subito. Non facilmente.
Ma nella riunione successiva ha fatto una domanda che non aveva mai fatto prima.
"Come lo fareste voi?"
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