Due mezze giornate battono una giornata intera.
Quando si organizza una formazione, la logica prevalente è concentrare: una giornata sola, tutti in sala, si chiude e non se ne parla più. Meno spostamenti, meno interruzioni, meno costi organizzativi.
Sul piano dell'apprendimento, è la scelta meno efficace.
Il dato
Una meta-analisi su 317 esperimenti, tratti da 184 studi pubblicati, ha confrontato lo studio concentrato con quello distribuito nel tempo, a parità di tempo totale.
La pratica distribuita produceva una ritenzione superiore, e il vantaggio cresceva quanto più lontano nel tempo veniva misurato il ricordo (Cepeda et al., 2006).
È uno dei risultati più replicati della psicologia dell'apprendimento, e vale per contenuti molto diversi tra loro.
Perché conta doppio nella formazione comportamentale
Se l'obiettivo è che le persone sappiano qualcosa, la distribuzione aiuta il ricordo.
Se l'obiettivo è che si comportino diversamente, aiuta anche di più: tra una sessione e l'altra c'è il lavoro reale, cioè l'unico posto in cui un comportamento si può davvero provare.
Una giornata unica produce un'esperienza intensa e nessuna occasione di verifica. Due momenti separati creano uno spazio in cui provare, fallire, e tornare con qualcosa di concreto da discutere.
L'obiezione pratica
Due date costano più di una: due convocazioni, due blocchi in agenda, il rischio che qualcuno salti la seconda.
È un costo reale. Va confrontato con il costo alternativo: una giornata che piace molto e lascia poco.
Come si fa senza raddoppiare l'impegno
Non serve raddoppiare il tempo. Serve dividerlo.
Le stesse sei ore diventano due sessioni da tre, a distanza di due o tre settimane, con un piccolo compito nel mezzo: osservare una cosa specifica nel proprio lavoro e riportarla.
Il tempo d'aula è lo stesso. L'effetto no.
Nella vostra ultima formazione, quante occasioni hanno avuto le persone di provare, sbagliare e tornare a parlarne?
Volete un percorso progettato per lasciare il segno, non per chiudersi in giornata?
Prenota una consulenza gratuita- Cepeda, N. J., Pashler, H., Vul, E., Wixted, J. T., & Rohrer, D. (2006). Distributed practice in verbal recall tasks: A review and quantitative synthesis. Psychological Bulletin, 132(3), 354–380.