Il cambiamento culturale non è una dieta lampo.
Quando mi chiedono quanto tempo serve per cambiare la cultura di un'organizzazione, rispondo con un'altra domanda.
"Quanto tempo serve per perdere peso senza riprenderlo?"
La risposta è simile. Dipende da quanto si è disposti a cambiare le abitudini, non da quanto in fretta si vuole arrivare.
Le diete drastiche delle organizzazioni
Molte organizzazioni hanno investito tempo e budget in interventi che promettevano risultati rapidi. Una giornata sulla leadership. Due workshop sulla comunicazione. Un corso sulla sicurezza psicologica.
Somigliano a una dieta drastica di due settimane. Nell'immediato qualcosa si muove. Poi, spesso, tutto torna com'era.
Perché il problema non era il peso di quel momento. Erano le abitudini di ogni giorno.
Cambiare le condizioni, non solo le persone
Un cambiamento culturale che regge non nasce da un intervento intenso e isolato. Nasce dal cambiare le condizioni quotidiane in cui le persone lavorano: il modo in cui si guida, la chiarezza dei ruoli, la possibilità di esprimersi senza conseguenze.
Queste condizioni non cambiano in un giorno. Cambiano in mesi. A volte in anni.
E i segnali non arrivano tutti insieme. Di solito i primi sono i più piccoli: più persone che intervengono in riunione, un feedback detto con più franchezza. Gli effetti più ampi, sulla permanenza delle persone o sulla capacità di innovare, richiedono più tempo per diventare visibili.
Spendere meglio, non di meno
Quando si dicono queste cose, una reazione frequente è: "Ma abbiamo già speso molto."
È comprensibile. Ma la risposta non è investire meno. È investire meglio: meno interventi isolati, più continuità, e una misura che permetta di vedere cosa sta cambiando.
Una domanda utile: nella vostra organizzazione, state facendo una dieta, o state cambiando le abitudini?
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