Le persone non nascono disimpegnate. Lo diventano.
Una delle diagnosi più frequenti nelle organizzazioni è questa: "Le persone non hanno voglia di fare niente."
È comoda, perché sposta il problema fuori dal sistema. Ed è quasi sempre sbagliata.
Il bisogno di contribuire c'è già
Il bisogno di appartenere a un gruppo e di avere legami significativi è tra le motivazioni umane più profonde e documentate (Baumeister e Leary, 1995). Le persone, di base, vogliono far parte di qualcosa e contribuirvi.
Quando smettono di farlo, la domanda utile non è "perché non vogliono?". È: cosa è successo, qui, che ha spento quella spinta?
Due ragioni per tacere
La ricerca sul silenzio nelle organizzazioni individua due motivi principali per cui le persone non dicono ciò che pensano (Milliken, Morrison e Hewlin, 2003; Morrison, 2014).
La paura. Parlare potrebbe costare: una relazione rovinata, un'etichetta, una carriera rallentata.
L'inutilità. Parlare non cambierebbe niente. Lo si è fatto, non è successo nulla, non vale la pena riprovarci.
Il secondo motivo è il più sottovalutato. E ha una conseguenza precisa: aggiungere strumenti di ascolto non basta.
Quando gli strumenti ci sono, ma nessuno li usa
In un'organizzazione con cui ho lavorato, la direzione era convinta che il problema fosse la motivazione. Eppure c'era tutto: corsi fatti da anni, canali di segnalazione attivi, comunicazioni interne regolari.
Parlando con le persone, però, tornava sempre la stessa frase: "Tanto è inutile. Qui non cambia niente."
Non era pigrizia. Era disillusione accumulata.
Quando ho presentato questa lettura alla direzione, la risposta è stata: "Ma i canali per segnalare li abbiamo."
Appunto. Il problema non era l'assenza degli strumenti. Era che nessuno li riteneva credibili, perché nessuno aveva mai visto una segnalazione produrre un cambiamento.
Avere gli strumenti non significa avere un sistema.
La diagnosi decide l'intervento
Una diagnosi sbagliata porta a interventi sbagliati. Se il problema sono le persone, si interviene sulle persone: corsi motivazionali, incentivi, eventi. E spesso non cambia nulla.
Se il problema è nel sistema, nei segnali che manda, nella credibilità che ha perso, si interviene lì. Ed è lì che le persone ritrovano una ragione per parlare.
Volete capire perché nei vostri team le persone tacciono?
Prenota una consulenza gratuita- Baumeister, R. F., & Leary, M. R. (1995). The need to belong. Psychological Bulletin, 117(3), 497–529.
- Milliken, F. J., Morrison, E. W., & Hewlin, P. F. (2003). An exploratory study of employee silence. Journal of Management Studies, 40(6), 1453–1476.
- Morrison, E. W. (2014). Employee voice and silence. Annual Review of Organizational Psychology and Organizational Behavior, 1, 173–197.