Il coming out non si fa una volta sola.
Nell'immaginario comune il coming out è un evento: un momento, una conversazione, e poi è fatto.
Al lavoro funziona diversamente.
Una decisione che si ripresenta
Arriva un nuovo collega. Cambia il team. Si entra in un progetto con un'altra sede. C'è una cena aziendale con i partner. Qualcuno chiede com'è andato il fine settimana.
Ogni volta la decisione torna: dire, non dire, cambiare argomento, usare un pronome generico.
Non è un dramma ogni volta. Ma è un calcolo che si ripete, e che ha un costo.
Cosa costa
Nascondere un aspetto importante di sé richiede un lavoro mentale continuo: controllare cosa si dice, monitorare le reazioni, tenere coerenti le versioni (Pachankis, 2007).
Sono risorse mentali che non vanno nel lavoro.
In Italia, secondo un'indagine Istat-UNAR del 2022, il 61,2% delle persone omosessuali e bisessuali occupate o ex-occupate ha dichiarato di aver evitato di parlare della propria vita privata al lavoro per non far conoscere il proprio orientamento sessuale. Il campione è autoselezionato e non rappresentativo dell'intera popolazione, ma la dimensione del dato è significativa.
Cosa rende la decisione più facile
Quasi mai una policy. Più spesso segnali piccoli e quotidiani:
- come vengono accolte le battute, e se qualcuno interviene;
- se si dà per scontato che il partner sia di sesso opposto;
- se esistono colleghi apertamente LGBT+ senza che sia un tema;
- come reagisce il responsabile quando emerge qualcosa di personale.
Sono questi segnali a dire a una persona se il contesto è sicuro, molto prima di qualsiasi documento.
Cosa può fare chi guida
Usare un linguaggio che non presuppone. Intervenire quando serve, senza trasformarlo in un caso. Non chiedere, ma rendere possibile: la differenza tra creare spazio e mettere sotto pressione è tutta qui.
Nella vostra organizzazione, quante volte al mese una persona deve decidere cosa dire di sé?
Volete un contesto in cui questa decisione pesi meno?
Prenota una consulenza gratuita- Pachankis, J. E. (2007). The psychological implications of concealing a stigma. Psychological Bulletin, 133(2), 328–345.
- Istat-UNAR (2023). Discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ (non in unione civile o già in unione), anno 2022.