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Inclusione LGBT+

La parte più invisibile della sigla.

Nelle iniziative aziendali sull'inclusione LGBT+ si parla soprattutto di persone omosessuali, e più recentemente di persone trans.

Le persone bisessuali compaiono nella sigla e raramente nel contenuto.

Una posizione particolare

Chi ha un orientamento bisessuale si trova spesso in una condizione doppia: non riconosciuto dal contesto eterosessuale, e a volte messo in discussione anche all'interno della comunità LGBT+.

La letteratura psicologica ha descritto questo fenomeno come una forma specifica di stigma, distinta da quella che riguarda l'omosessualità, con conseguenze proprie sul benessere (Brewster e Moradi, 2010).

Alcune delle idee più diffuse, che si tratti di una fase, di indecisione, o che l'orientamento si definisca in base alla relazione attuale, non descrivono l'orientamento: lo negano.

Cosa succede al lavoro

L'invisibilità è quasi strutturale. Una persona in una relazione con qualcuno di sesso opposto viene letta come eterosessuale; in una relazione con qualcuno dello stesso sesso, come omosessuale.

In entrambi i casi, dire qualcosa di sé significa contraddire un'assunzione già fatta dagli altri. È una fatica in più, e spesso porta a non dire nulla.

Nell'indagine Istat-UNAR del 2022, circa un quinto del campione dichiarava un orientamento bisessuale: una parte consistente delle persone di cui si parla poco.

Cosa si può fare

  • Nominare. Se la B della sigla non compare mai nei contenuti, comunica che non è un tema.
  • Evitare le assunzioni dalla relazione attuale. L'orientamento di una persona non si deduce da chi ha accanto in quel momento.
  • Curare il linguaggio nelle iniziative. Parlare di "colleghi gay e lesbiche" quando si intende tutta la comunità lascia fuori una parte delle persone presenti.
  • Non trattarlo come un dettaglio tecnico. È il motivo per cui una parte delle persone non si riconosce in un programma pensato anche per loro.

Nelle vostre iniziative, quante volte compare questa parte della sigla?

Volete iniziative in cui tutte le persone si riconoscano?

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Fonti
  • Brewster, M. E., & Moradi, B. (2010). Perceived experiences of anti-bisexual prejudice: Instrument development and evaluation. Journal of Counseling Psychology, 57(4), 451–468.
  • Istat-UNAR (2023). Discriminazioni lavorative nei confronti delle persone LGBT+ (non in unione civile o già in unione), anno 2022.