Linguaggio inclusivo in italiano, senza asterischi.
Chi scrive comunicazioni aziendali in italiano conosce il problema: il genere grammaticale è ovunque, e il maschile usato come forma generale lascia fuori una parte delle persone che leggono.
Le soluzioni proposte negli ultimi anni, asterischi e schwa, hanno un limite pratico: sono difficili da leggere, poco gestibili nei documenti formali e problematiche per i lettori di schermo usati da persone con disabilità visive.
Esiste però un repertorio di soluzioni che non richiede simboli.
Perché conta
Diversi studi sperimentali hanno osservato che il maschile usato come forma generica tende a evocare prevalentemente immagini maschili, riducendo la rappresentazione mentale delle donne nei contesti descritti (Stahlberg et al., 2007).
Non è quindi una questione puramente formale: la forma linguistica influenza chi il lettore immagina.
Cinque soluzioni pratiche
1. Nominare il ruolo invece delle persone.
Invece di "i dipendenti interessati", scrivere "chi è interessato", "il personale interessato", "le persone interessate".
2. Usare "chi" e le forme impersonali.
"Chi partecipa riceverà il materiale" funziona per tutti e scorre bene.
3. Rivolgersi direttamente.
"Riceverai il materiale" evita il problema alla radice, ed è anche più coinvolgente.
4. Riformulare con sostantivi collettivi.
"Il team", "la direzione", "il gruppo di lavoro", "la popolazione aziendale".
5. Usare la doppia forma dove pesa davvero.
Nei titoli, nelle convocazioni, nelle offerte di lavoro, scrivere entrambe le forme è leggibile. In un testo lungo appesantisce, quindi va usato dove conta di più.
Dove fare attenzione per primi
Le offerte di lavoro, che decidono chi si candida. Le convocazioni e gli inviti, che dicono chi è incluso. I documenti su valori e politiche interne, che dovrebbero essere coerenti con ciò che affermano. E i moduli, dove un campo di genere obbligatorio con due sole opzioni è una scelta, non una necessità.
Non serve riscrivere tutto. Serve cominciare da dove il linguaggio ha conseguenze.
Volete rivedere il linguaggio delle vostre comunicazioni interne?
Prenota una consulenza gratuita- Stahlberg, D., Braun, F., Irmen, L., & Sczesny, S. (2007). Representation of the sexes in language. In K. Fiedler (a cura di), Social Communication. Psychology Press.