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Formazione esperienziale

Allenare sempre lo stesso caso non prepara al caso vero.

Un esercizio ripetuto tre volte con la stessa struttura produce miglioramenti visibili: alla terza volta le persone lo fanno meglio, e la sala lo percepisce come un successo.

Poi arriva la situazione reale, che è diversa, e la competenza non si trasferisce.

Il principio

La ricerca sull'apprendimento motorio e cognitivo ha osservato che la pratica variabile, cioè esercitarsi su versioni diverse dello stesso tipo di compito, produce prestazioni peggiori durante l'allenamento e migliori nel trasferimento a situazioni nuove rispetto alla pratica costante (Schmidt e Bjork, 1992).

La spiegazione proposta: variare costringe a capire il principio, non a memorizzare una sequenza.

Cosa significa nella formazione comportamentale

Un manager che ha provato tre volte la stessa conversazione difficile ha imparato quella conversazione.

Un manager che ha affrontato tre situazioni diverse, con persone diverse e reazioni diverse, ha cominciato a capire cosa cambia da una situazione all'altra. È quello che gli servirà davanti a un caso che non ha mai visto.

Cosa cambiare tra un esercizio e l'altro

  • La reazione dell'altro. La stessa conversazione con qualcuno che si difende, qualcuno che tace, qualcuno che dà ragione e non cambia nulla.
  • Il livello di rischio. Un pari, un collaboratore, qualcuno più senior.
  • La posta. Un problema piccolo e uno che ha conseguenze.
  • Il tempo disponibile. Una conversazione programmata e una in corridoio.

L'effetto collaterale, da spiegare in anticipo

La pratica variata rende la giornata più faticosa e meno gratificante. Le persone non vedono il proprio miglioramento, perché ogni volta cambia il problema.

Vale la pena dirlo prima: qui non si diventa bravi in aula, si costruisce qualcosa che serve fuori.

Altrimenti la sensazione di non migliorare viene letta come un problema dell'esercizio.

Volete allenare il principio, non il singolo caso?

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Fonti
  • Schmidt, R. A., & Bjork, R. A. (1992). New conceptualizations of practice: Common principles in three paradigms suggest new concepts for training. Psychological Science, 3(4), 207–217.